Fino a pochi anni fa, chi progettava una macchina industriale concentrava la propria attenzione soprattutto sulla sicurezza funzionale, sulle prestazioni dell’impianto e sulla conformità elettrica. Oggi questo approccio, da solo, non è più sufficiente.
La crescente interconnessione tra macchine, reti industriali e sistemi di supervisione ha ampliato enormemente la superficie di attacco. Un accesso remoto non protetto, una configurazione errata o un componente vulnerabile possono compromettere non solo la sicurezza dei dati, ma anche la continuità operativa dell’intero impianto.
È proprio in questo scenario che il Cyber Risk Assessment assume un ruolo centrale. Non si tratta semplicemente di un documento richiesto dalle nuove normative, ma di un processo che aiuta progettisti, OEM e costruttori di macchine a individuare i rischi informatici e a gestirli in modo strutturato lungo tutto il ciclo di vita della macchina.

Negli ultimi anni il quadro normativo europeo si è evoluto rapidamente: normative come il Cyber Resilience Act (CRA), la direttiva NIS2 e il nuovo Regolamento Macchine stanno spingendo i costruttori ad affrontare la cybersecurity già nelle prime fasi della progettazione.
L’obiettivo non è solamente rispettare un requisito normativo, ma progettare macchine più sicure, affidabili e pronte ad affrontare un contesto produttivo sempre più connesso. Per questo motivo il Cyber Risk Assessment non dovrebbe essere considerato un’attività da svolgere a progetto concluso, ma uno strumento di supporto alle decisioni durante tutto lo sviluppo.
Che cos’è il Cyber Risk Assessment
Il Cyber Risk Assessment è il processo attraverso il quale vengono identificati e valutati i possibili rischi informatici che possono interessare una macchina o un impianto industriale.
L’analisi prende in considerazione diversi aspetti:
- componenti hardware e software presenti;
- reti di comunicazione;
- accessi locali e remoti;
- possibili minacce;
- vulnerabilità;
- impatto di un eventuale incidente.
L’obiettivo non è eliminare completamente il rischio, ma comprenderlo, ridurlo e documentare le scelte progettuali adottate, rispondendo ad una domanda fondamentale: quali eventi potrebbero compromettere la sicurezza della macchina e cosa possiamo fare per evitarli?
Prima di parlare di minacce informatiche è necessario definire con precisione il perimetro del progetto.
- Quali dispositivi sono presenti?
- Come comunicano tra loro?
- Sono previste connessioni remote?
- Chi potrà accedere al sistema?
Solo dopo aver raccolto queste informazioni è possibile individuare i possibili scenari di rischio e valutare le contromisure più appropriate. Il Cyber Risk Assessment non è quindi una checklist da compilare, ma un percorso che accompagna lo sviluppo della macchina e viene aggiornato ogni volta che il progetto evolve.
Le principali fasi del processo di cyber assessment
Si parte con l’identificazione degli asset, cioè di tutti gli elementi che devono essere protetti: PLC, HMI, reti industriali, sensori intelligenti, software di supervisione e sistemi di accesso remoto.
Successivamente vengono individuate le possibili minacce e le vulnerabilità che potrebbero essere sfruttate.
A questo punto si valuta il livello di rischio considerando la probabilità che un evento si verifichi e le conseguenze che potrebbe avere sulla macchina, sulla produzione o sulla sicurezza.
Infine vengono definite le misure di mitigazione, che possono comprendere interventi tecnici, modifiche progettuali o procedure organizzative.
Tutte queste informazioni dovrebbero essere documentate e mantenute aggiornate nel tempo.
Da ricordare
Il Cyber Risk Assessment non termina quando la macchina viene consegnata.
Aggiornamenti software, modifiche dell’impianto e nuove modalità di connessione possono introdurre nuovi rischi che richiedono una rivalutazione.
Hai già iniziato ad affrontare il Cyber Risk Assessment?
Se stai sviluppando una nuova macchina o stai aggiornando un impianto esistente, è il momento giusto per integrare la valutazione dei rischi informatici nel processo di progettazione.
Contattaci: possiamo aiutarti a individuare l’approccio più adatto e gli strumenti che semplificano la gestione della documentazione.
Organizzare il lavoro in modo efficiente
Man mano che aumentano i requisiti normativi cresce anche la quantità di informazioni da gestire. Documenti tecnici, analisi dei rischi, revisioni progettuali e aggiornamenti devono rimanere coerenti e facilmente consultabili.
Una gestione completamente manuale può diventare rapidamente complessa, soprattutto quando più persone lavorano sullo stesso progetto.
Per questo motivo molte aziende scelgono di adottare strumenti dedicati che consentono di organizzare la documentazione, mantenere la tracciabilità delle modifiche e semplificare il lavoro dei team di progettazione.
Tra queste soluzioni rientrano anche piattaforme come Logbot, che fornendo dei tools dedicati sia alle macchine che ai software, supportando così le aziende nella gestione strutturata del Cyber Risk Assessment e della relativa documentazione tecnica.
L’obiettivo non è sostituire il lavoro del progettista, ma renderlo più semplice, ordinato e facilmente aggiornabile.
La cybersecurity inizia già dalla progettazione

Le nuove normative stanno cambiando il modo di progettare le macchine industriali: così integrare la cybersecurity fin dall’inizio permette di ridurre modifiche successive, migliorare la qualità del progetto e affrontare con maggiore serenità il percorso di conformità.
Il Cyber Risk Assessment rappresenta quindi un investimento nella qualità del progetto prima ancora che un obbligo normativo.
Vuoi approfondire l’impatto delle nuove normative sulla cybersecurity industriale? Leggi anche il nostro articolo dedicato all’Industrial Cyber Summit a cui abbiamo partecipato.
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